Quanti pazienti può avere un medico di famiglia in Italia
Un medico di famiglia, il «medico di base» del linguaggio comune, può avere fino a 1.500 assistiti: è il massimale previsto dall’accordo collettivo nazionale per la medicina generale oggi in vigore, reso esecutivo con l’intesa Stato-Regioni del 15 gennaio 2026. Ogni assistito corrisponde a una scelta, cioè all’iscrizione con cui il cittadino indica quel medico presso la propria azienda sanitaria.
All’articolo 38 lo stesso accordo prevede tre casi in cui il massimale può essere superato:
- deroghe autorizzate per particolari situazioni locali, per un periodo non superiore a sei mesi;
- un innalzamento fino a 1.800 assistiti, riservato ai medici che operano nelle forme organizzative multiprofessionali, con personale di segreteria e infermieri, oppure in aree disagiate individuate dalla Regione, se lo prevede l’accordo integrativo regionale;
- alcune scelte particolari, come quelle dei familiari conviventi di un assistito già in carico e, dove manca il pediatra, quelle dei bambini fino a sei anni, che il medico può acquisire oltre il massimale nella misura massima del 20%.
Nella Provincia autonoma di Bolzano il massimale è di 2.000 assistiti (Ministero della Salute, Annuario statistico del SSN 2023). Il medico che supera il limite consentito non riceve nuove scelte finché non vi rientra.
La quota di medici con più di 1.500 assistiti, che Istat pubblica nel Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes), include quindi tutti i medici oltre il massimale nazionale, compresi quelli che lo superano nei casi ammessi dall’accordo. Nessuna fonte pubblica nazionale indica quanti siano questi ultimi.
Quanti medici di famiglia hanno più di 1.500 assistiti
Nel 2024 il 54,5% dei medici di famiglia italiani ha più di 1.500 assistiti, quasi il doppio del 28,0% registrato nel 2014 (Istat, Rapporto Bes 2026). Dal 2015 la quota è cresciuta ogni anno, con l’aumento più rapido fra il 2020 e il 2023, quando è passata dal 38,2% al 51,7%.
Il dettaglio più recente del Ministero della Salute si riferisce al 2023: i medici con più di 1.500 assistiti sono 19.648 su 37.983, il 51,7%. Un ulteriore 30,7% ne ha fra 1.001 e 1.500, per cui l'82,4% dei medici di famiglia supera i mille assistiti. In media ogni medico ne segue 1.335, contro i 1.189 del 2016 (Annuario statistico del SSN).
| Anno | Medici di famiglia | Con più di 1.500 assistiti |
|---|---|---|
| 2014 | 44.937 | 28,0% |
| 2015 | 44.655 | 28,8% |
| 2016 | 44.270 | 30,5% |
| 2017 | 43.731 | 31,6% |
| 2018 | 42.987 | 34,0% |
| 2019 | 42.428 | 36,0% |
| 2020 | 41.707 | 38,2% |
| 2021 | 40.250 | 42,1% |
| 2022 | 39.366 | 47,7% |
| 2023 | 37.983 | 51,7% |
| 2024 | n.d. | 54,5% |
Il numero delle scelte misura quanti assistiti un medico ha in carico, senza distinguere il lavoro che ciascun assistito richiede. Millecinquecento adulti in buona salute e altrettanti assistiti anziani con più patologie croniche, che necessitano di controlli periodici, rinnovi delle prescrizioni e coordinamento con gli specialisti, figurano nell’indicatore con lo stesso valore, mentre in ambulatorio corrispondono a carichi di lavoro molto diversi.
Perché è aumentato il numero di assistiti per medico di famiglia
Il numero di assistiti per medico di famiglia è aumentato perché i medici sono diminuiti molto più dei loro assistiti. Fra il 2016 e il 2023 i medici sono passati da 44.270 a 37.983, il 14,2% in meno (Ministero della Salute, Annuario statistico del SSN 2016 e 2023). Nello stesso periodo il numero medio di assistiti per medico è salito da 1.189 a 1.335, il 12,3% in più.
Il prodotto fra il numero dei medici e il numero medio di assistiti indica che il totale degli assistiti è diminuito del 3,7% (calcolo OIDA Labs). La riduzione dei medici, quasi quattro volte più ampia, spiega quindi l’aumento degli assistiti per medico. Considerando l’intera serie della tabella, fra il 2014 e il 2023 i medici di famiglia sono diminuiti del 15,5%, da 44.937 a 37.983.
Istat, nell’audizione sul disegno di legge di bilancio 2026, indica nel mancato ricambio generazionale un tratto caratteristico della medicina generale. Il 60% dei medici di famiglia ha almeno 60 anni, e nessun’altra categoria di medici ha una struttura per età altrettanto anziana; i medici di famiglia, inoltre, sono il 12% dei medici in Italia, contro una media Ocse del 23%. Nello stesso documento Istat scrive che «desta particolare preoccupazione l’uscita dal mercato del lavoro di molti professionisti e il conseguente ulteriore incremento del carico di assistenza per chi continua a svolgere questa attività professionale».
In quali regioni italiane i medici di famiglia hanno più assistiti
La quota di medici di famiglia con più di 1.500 assistiti è più alta al Nord: nel 2023 è del 63,8%, a fronte del 48,7% del Centro e del 39,6% del Mezzogiorno (Istat, Rapporto Bes 2026). Le quote più elevate si registrano in Lombardia (74,0%), in Veneto (68,7%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (65,1%), dove però il massimale è di 2.000 assistiti; le più basse in Molise (21,6%), in Sicilia (25,5%) e in Basilicata (29,3%).
In Lombardia il meccanismo osservato a livello nazionale è più accentuato. Fra il 2016 e il 2023 i medici di famiglia lombardi sono diminuiti del 18,1%, da 6.441 a 5.277, e il numero medio di assistiti per medico è salito da 1.350 a 1.547 (Ministero della Salute, Annuario statistico del SSN 2016 e 2023). La quota di medici con più di 1.500 assistiti è aumentata di conseguenza, dal 52,9% al 74,0%.
| Territorio | Medici oltre 1.500 assistiti (2023) | Rinuncia a visite o esami (2025) |
|---|---|---|
| Italia | 51,7% | 9,6% |
| Nord | 63,8% | 8,7% |
| Centro | 48,7% | 10,7% |
| Mezzogiorno | 39,6% | 10,3% |
| Lombardia | 74,0% | 10,1% |
| Veneto | 68,7% | 7,5% |
| Provincia autonoma di Bolzano | 65,1% | 5,3% |
| Basilicata | 29,3% | 11,4% |
| Sicilia | 25,5% | 8,8% |
| Molise | 21,6% | 9,1% |
La rinuncia a visite ed esami ha una distribuzione territoriale diversa: nel 2025 è più bassa al Nord (8,7%) che al Centro (10,7%) e nel Mezzogiorno (10,3%), benché il Nord sia l’area che nel 2023 aveva la quota più alta di medici oltre i 1.500 assistiti. Fra le regioni il quadro è meno lineare: la Lombardia registra una rinuncia del 10,1%, superiore al dato nazionale del 9,6%, mentre il Veneto e Bolzano, anch’essi fra i territori con la quota più alta di medici oltre soglia, sono fra quelli con la rinuncia più bassa.
Quanti italiani rinunciano a visite ed esami o si rivolgono al privato
Nel 2025 il 9,6% delle persone, oltre 5,6 milioni, ha rinunciato ad almeno una visita o un esame pur avendone bisogno (Istat, Rapporto Bes 2026). Le lunghe liste di attesa sono il motivo indicato più di frequente, dal 6,5% della popolazione, seguite dai motivi economici (5,2%) e dalla difficoltà di raggiungere i servizi (1,4%).
Accanto alla rinuncia cresce il ricorso al privato per visite ed esami specialistici. Istat lo misura con la percentuale di persone che hanno sostenuto per intero, senza rimborsi da assicurazioni, la spesa dell’ultima prestazione specialistica, e nel 2024 la rileva pari al 23,9%, contro il 19,9% del 2023 (Rapporto Bes 2025). Il dato del 2025 non è ancora pubblicato.
La Corte dei conti, nella relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali depositata nel dicembre 2025, osserva che le spese per i servizi ambulatoriali, cioè visite specialistiche, esami diagnostici e terapie non ospedaliere, sono sostenute in larga parte con forme di copertura private, «spesso per sopperire a tempi di attesa non sostenibili e alle carenze nell’offerta pubblica».
Nessuna di queste fonti misura un legame diretto fra il carico di assistiti del medico di famiglia e il ricorso al privato. I dati descrivono fenomeni che crescono negli stessi anni, senza indicare quanti pazienti si rivolgano a una struttura privata perché il proprio medico supera i 1.500 assistiti.