OIDA Insight · Luglio 2026

Liste d'attesa: cosa dicono i nuovi dati Agenas per la sanità privata

Il primo bollettino Agenas sulle liste d'attesa registra tempi di garanzia in miglioramento nel primo semestre 2026. La lettura di OIDA Labs per il posizionamento di una struttura privata.

A cura di OIDA Labs Base empirica: Bollettino Agenas Liste di Attesa n. 0, dati PNLA, I semestre 2026 6 min di lettura
78,5%
rispetto dei tempi massimi di garanzia per le prime visite nel primo semestre 2026, in crescita dal 76,4% del 2025. Il dato pubblico migliora, ora sotto monitoraggio trimestrale.
1,44 mln
prime visite erogate oltre i tempi di garanzia nel solo primo semestre 2026, cui si aggiungono 759 mila esami diagnostici. La quota percentuale diminuisce, il volume assoluto rimane elevato.
5
le Regioni in cui il rispetto dei tempi sulle prime visite permane inferiore al 70%. La domanda intercettabile presenta una distribuzione territoriale diseguale.

Cosa misura il bollettino, e perché riguarda una struttura privata

Agenas ha pubblicato il primo bollettino trimestrale dedicato al monitoraggio delle liste d’attesa, elaborato sui dati della nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), l’infrastruttura prevista dal decreto-legge 73/2024, convertito nella legge 107/2024, che rileva le prenotazioni e il rispetto dei tempi massimi di garanzia presso i Centri Unici di Prenotazione regionali. La sua natura è amministrativa: registra l’andamento effettivo dell’offerta pubblica, in luogo delle percezioni dei cittadini. Costituisce, per questa ragione, il complemento della lettura sul comportamento della domanda che avevamo elaborato dall’indagine FNOMCeO-Piepoli: quella descriveva la decisione del paziente di fronte all’attesa, questa ne quantifica l’entità e la distribuzione territoriale.

Il pubblico recupera terreno

Nel primo semestre 2026 il rispetto dei tempi massimi di garanzia registra una crescita: per le prime visite passa dal 76,4% al 78,5%, per gli esami diagnostici dall'82,8% all'84,6%. Il dato acquista rilievo in quanto si accompagna a un aumento dei volumi, con le prenotazioni salite da 13,3 a 14,9 milioni e oltre 1,6 milioni di prestazioni in più garantite entro le soglie previste. Il recupero più pronunciato interessa la diagnostica, dove la colonscopia sale dal 60,8% al 69,8% e la mammografia dall'86,1% all'89%.

Il valore di una struttura privata si è sempre fondato sulla certezza e sulla qualità del proprio accesso, prima ancora che sull’andamento dei tempi pubblici. Il recupero del sistema, lungi dall’attenuare questa distinzione, la rende più evidente: un posizionamento ancorato ai tempi del servizio pubblico, considerati nel loro insieme, resta esposto a una grandezza mutevole e oggi verificabile da chiunque, trimestre per trimestre; un posizionamento fondato sulle proprie prestazioni, sui propri tempi e sul proprio percorso conserva invece la propria solidità a prescindere dall’evoluzione del sistema.

Dove permane la domanda: entità, geografia e prestazioni

Il miglioramento, per quanto consistente, non esaurisce il fenomeno. Nel solo primo semestre 2026 permangono al di fuori dei tempi di garanzia 1,44 milioni di prime visite e 759 mila esami diagnostici: una quota in calo sul totale, a fronte di un volume assoluto che si mantiene elevato. Dietro quel volume vi sono persone la cui prestazione è stata erogata oltre il termine previsto, circostanza che definisce il ruolo di una struttura privata come offerta di un accesso effettivo là dove il tempo pubblico si rivela insufficiente, e che al tempo stesso ne segna il limite, estraneo a ogni logica di mera capitalizzazione del ritardo.

La distribuzione, inoltre, è tutt’altro che uniforme sul territorio nazionale. Cinque Regioni presentano, sulle prime visite, un rispetto dei tempi ancora inferiore al 70%, con andamenti divergenti rispetto al 2025, in miglioramento in alcuni casi e in arretramento in altri. La domanda intercettabile assume così una geografia definita, che il bollettino consente di ricostruire Regione per Regione.

Un ulteriore livello di lettura, il più operativo per individuare gli ambiti in cui una struttura può risultare utile, riguarda la singola prestazione.

Le prestazioni con il rispetto dei tempi di garanzia più basso, e il loro recupero
Fonte: Agenas, Bollettino Liste di Attesa n. 0, dati PNLA. Confronto I semestre 2025 - I semestre 2026.
PrestazioneI sem 2025I sem 2026
Prima visita dermatologica65,5%70,2%
Colonscopia60,8%69,8%
Gastroscopia66,4%71,9%
Prima visita gastroenterologica70,8%74,7%
Risonanza magnetica del tronco encefalico83,9%81,9%

Sono gli ambiti nei quali l’accesso privato risponde a un’attesa effettiva; e l’unica prestazione in arretramento, la risonanza magnetica del tronco encefalico, segnala che il recupero medesimo procede in modo disomogeneo.

Una cautela conclude la lettura del dato. In alcune Regioni la quota di prescrizioni classificate come programmabili entro 120 giorni raggiunge valori elevati, con l'87,7% della Basilicata e l'84,4% della Campania: una modalità di attribuzione della priorità che innalza la percentuale di rispetto dei tempi senza che a ciò corrisponda, di per sé, un accesso più tempestivo. Il miglioramento, in questi casi, dipende in parte dalla costruzione stessa dell’indicatore, e come tale va interpretato.

La distanza tra percezione e dato

È in questo punto che i due versanti della medesima domanda si incontrano. L’indagine Piepoli rilevava un 68% di cittadini critici verso i tempi del Servizio Sanitario Nazionale e un 63% orientato, di fronte a un’attesa prolungata, verso una via a pagamento; il bollettino Agenas documenta tempi in miglioramento. Le due evidenze coesistono, poiché la percezione evolve con maggiore lentezza rispetto al dato amministrativo: il giudizio del paziente si forma sull’esperienza recente e sul passaparola, con un ritardo fisiologico rispetto all’ultima rilevazione statistica.

La percezione dei tempi pubblici evolve con maggiore lentezza rispetto al dato: il giudizio del paziente matura sull’esperienza recente e sul passaparola, con un ritardo fisiologico rispetto all’ultima rilevazione statistica.

Per una struttura privata ne discende una duplice implicazione temporale. Nel breve periodo la domanda alimentata dalla percezione permane, e va intercettata con la medesima attenzione di prima. Nel medio periodo, l’affidamento alla sola percezione equivale a un investimento su una base che il dato va progressivamente erodendo; conviene pertanto ricondurre il messaggio agli elementi che conservano validità anche a fronte di tempi pubblici in calo, ossia la certezza dell’appuntamento, la continuità del percorso e la trasparenza su ciò che il paziente riceve, e in quali tempi. La medesima evoluzione le Regioni la perseguono sul versante dell’offerta: la Toscana, sottoponendo ad analisi con strumenti di intelligenza artificiale circa 350 mila prescrizioni di prima visita dermatologica, ha ridotto del 5% quelle inappropriate, con un conseguente recupero dei tempi. Laddove il sistema pubblico funziona, la competizione si sposta sull’appropriatezza e sull’organizzazione, oltre che sulla rapidità.

Fonte primaria: Agenas, Bollettino Liste di Attesa n. 0, dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), istituita dal decreto-legge 73/2024 convertito nella legge 107/2024. Confronto I semestre 2026 - I semestre 2025, dati aggiornati al 30 giugno 2026.

Fonti secondarie: Si tratta di una rilevazione amministrativa (prenotazioni e rispetto effettivo dei tempi di garanzia), primo numero di una serie trimestrale con metodo in evoluzione e confronto anno su anno. Va letta insieme al dato di percezione dell'indagine FNOMCeO-Piepoli, di natura diversa.

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