OIDA Insight · Ottobre 2026

8,2 miliardi: sanità non accreditata alla pari dell'accreditata

Dati Tessera Sanitaria letti da OIDA Labs: nel 2024 la spesa delle famiglie verso le strutture non accreditate ha raggiunto quella verso le accreditate.

A cura di OIDA Labs Base empirica: Sistema Tessera Sanitaria 2016-2024 (Ragioneria Generale dello Stato) e 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale 6 min di lettura
8,20 mld €
la spesa delle famiglie verso le strutture private non accreditate nel 2024, registrata dal Sistema Tessera Sanitaria e pari a quella verso le strutture private accreditate.
169%
la crescita di quella spesa tra il 2016 e il 2024, da 3,05 a 8,20 miliardi di euro. Verso le strutture accreditate, nello stesso periodo, la crescita è stata del 56%.
11,3 mld €
la spesa delle famiglie verso i professionisti sanitari nel 2024, di cui 6,1 miliardi verso gli odontoiatri. Come per le strutture non accreditate, l'accesso avviene per scelta diretta del paziente.

Spesa sanitaria delle famiglie dal 2016 al 2024 per tipo di struttura

Nel 2024 la spesa che le famiglie hanno sostenuto presso le strutture sanitarie private non accreditate ha raggiunto quella sostenuta presso le strutture private accreditate. Secondo i dati del Sistema Tessera Sanitaria, le due cifre sono di 8,20 miliardi di euro ciascuna (Ragioneria Generale dello Stato, Rapporto n. 12, 2025). Nel 2016 erano rispettivamente 3,05 e 5,26 miliardi.

In otto anni la spesa verso le strutture non accreditate è cresciuta del 169%, in media circa 640 milioni in più ogni anno. Verso le accreditate la crescita è stata del 56%. Il calo del 2020 riguarda entrambe e coincide con l’anno della pandemia; dal 2021 la distanza si è ridotta ogni anno, fino quasi ad annullarsi nel 2024.

Spesa delle famiglie trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria, in miliardi di euro
Fonte: Ragioneria Generale dello Stato, Il monitoraggio della spesa sanitaria, Rapporto n. 12 (2025), tab. 4.12. I valori includono i ticket.
AnnoStrutture private non accreditateStrutture private accreditate
20163,055,26
20173,625,71
20184,106,00
20194,796,33
20203,935,81
20215,556,69
20226,297,00
20237,237,62
20248,208,20

Alla spesa verso le strutture si aggiunge quella verso i professionisti sanitari che esercitano in proprio, pari nel 2024 a 11,3 miliardi di euro. La quota maggiore va agli odontoiatri, con 6,1 miliardi, seguiti dai medici con 2,8 e dagli psicologi con 1,4 (Fondazione GIMBE, 9° Rapporto, su dati del Sistema Tessera Sanitaria).

Cosa misura il Sistema Tessera Sanitaria e cosa resta fuori

I dati del Sistema Tessera Sanitaria derivano dalle spese che strutture e professionisti trasmettono per la dichiarazione dei redditi precompilata. Misurano la spesa sostenuta dalle famiglie e la ripartiscono per tipo di erogatore, distinguendo le strutture accreditate da quelle non accreditate.

Quattro avvertenze ne delimitano la lettura. La Ragioneria segnala che i valori risentono dell’estensione progressiva dell’obbligo di trasmissione e della completezza degli invii, per cui una parte della crescita può riflettere invii più completi oltre a una spesa maggiore. I valori comprendono i ticket: nella cifra delle strutture accreditate rientra quindi anche la compartecipazione alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

Restano fuori, inoltre, le spese per cui il cittadino si è opposto alla trasmissione dei dati. E il numero delle strutture non accreditate non è noto, perché le autorizzazioni sono regionali e manca un censimento nazionale.

Per le strutture accreditate il conteggio esiste: nel 2023 erano 17.042, il 58% delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, e nella specialistica ambulatoriale le strutture private accreditate erano il 59,7% del totale (Ministero della Salute, Annuario statistico del SSN, dati ripresi nel 9° Rapporto GIMBE).

Spesa sanitaria delle famiglie per abitante: le differenze tra le regioni

Nel 2024 la spesa trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria va dai 1.105 euro per abitante della Lombardia ai 425 della Basilicata, con un valore nazionale di 787 euro, il 7,8% in più rispetto al 2023 (Fondazione GIMBE, 9° Rapporto).

Il dato regionale disponibile riguarda la spesa complessiva, farmacie comprese, senza isolare la quota destinata alle strutture non accreditate. Indica comunque in quali regioni la spesa sanitaria per abitante è più alta, un elemento che chi valuta dove aprire o ampliare una struttura affianca alla lettura regionale delle autorizzazioni che precede ogni piano economico.

Strutture accreditate e non accreditate: due vie di accesso alle cure

Le tre condizioni che il decreto legislativo 502/1992 distingue separano l’accesso tramite il Servizio Sanitario Nazionale da quello per scelta diretta del paziente. L’autorizzazione (art. 8-ter) è richiesta a ogni struttura per esercitare attività sanitarie. L’accreditamento (art. 8-quater) la abilita a erogare prestazioni per conto del SSN, e l’accordo contrattuale (art. 8-quinquies) stabilisce quali prestazioni il SSN remunera.

Una struttura non accreditata opera quindi solo in regime privato. Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028 conferma la distinzione. Al Centro unico di prenotazione (CUP) regionale o infraregionale afferiscono gli erogatori pubblici e privati accreditati, con l’offerta del SSN, del regime convenzionato e della libera professione intramoenia.

Nella nostra lettura, questa differenza riguarda la comunicazione: chi si rivolge a una struttura non accreditata vi arriva dopo aver cercato e confrontato le alternative, senza un sistema di prenotazione pubblico che lo indirizzi. Lo stesso vale per l’attività privata delle strutture accreditate, quando il paziente la sceglie direttamente.

Per chi apre oggi una struttura, la decisione se chiedere l’accreditamento va inoltre presa in una fase normativa incerta. La legge 193/2024 (art. 36) sospende le norme del 2022 sull’accreditamento di nuove strutture e sulla selezione dei privati per gli accordi contrattuali fino agli esiti di un tavolo nazionale, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.

Come comunica ai pazienti una struttura sanitaria non accreditata

Per una struttura non accreditata, la comunicazione è ciò su cui il paziente fonda la scelta, prima di qualsiasi contatto. Il sito, il profilo Google e il modo in cui sono descritte prestazioni, professionisti, sede, tempi di disponibilità e costi sono la strada da cui passa l’accesso, come spieghiamo nella guida al marketing sanitario.

Il quadro resta quello della comunicazione sanitaria informativa fissato dal comma 525 della Legge 145/2018, uguale per strutture accreditate e non accreditate. Sono ammesse soltanto le informazioni previste dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 223/2006, come titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e costi, fornite secondo criteri di trasparenza e veridicità. Resta escluso ogni elemento di carattere attrattivo e suggestivo che possa determinare il ricorso improprio a trattamenti sanitari.

Indicare in modo trasparente chi esegue la prestazione, i tempi di disponibilità e il costo rientra in queste informazioni, ed è ciò che il paziente cerca quando sceglie da sé. Il dato deve essere esatto e restare un’informazione. Diventa un richiamo quando l’attesa breve o il prezzo sono presentati come il motivo per scegliere la struttura.

Cosa significa la spesa sanitaria delle famiglie per una struttura privata

Fonte primaria: Ragioneria Generale dello Stato, Il monitoraggio della spesa sanitaria, Rapporto n. 12 (2025), tab. 4.12: spesa sanitaria trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria per soggetto erogatore, anni 2016-2024. Fondazione GIMBE, 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (2026), tab. 4.8 e fig. 4.14 (Sistema Tessera Sanitaria 2024) e cap. 9 (Annuario statistico del SSN 2023).

Fonti secondarie: Piano Nazionale di Governo delle Liste d'Attesa 2026-2028 (DM 26/06/2026); D.Lgs. 502/1992, artt. 8-ter, 8-quater e 8-quinquies; Legge 193/2024, art. 36. I dati del Sistema Tessera Sanitaria derivano dalle spese trasmesse per la dichiarazione dei redditi precompilata: comprendono i ticket, escludono le spese per cui il cittadino si è opposto alla trasmissione e risentono dell'estensione progressiva dell'obbligo di invio.

Questa analisi è redatta da OIDA Labs a fini di ricerca e informazione sul settore sanitario privato. Riporta i dati delle fonti e li legge dal punto di vista di chi gestisce una struttura sanitaria; non entra nel merito delle valutazioni che le fonti ne traggono sul sistema sanitario e non costituisce consulenza medica. La riproduzione parziale è consentita con citazione della fonte.

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